Non poteva mancare una pagina dedicata interamente ai co-protagonisti di Lamù,spero vi faccia piacere

 

Ataru Moroboshi:

Nato sotto una cattiva stella: questo il significato del nome nella sua lingua originale. In effetti il giovane 17enne non è proprio un prototipo di uomo fortunato. Ma, a ben vedere, lui porge la mano alla malasorte e le apre spesso e volentieri la porta di casa. Fa parte del suo karma, direbbe Sakurambo dall'alto della sua esperienza ascetica e del suo profondo meditare. Professione ufficiale? Studente di liceo, per nulla diligente. Professione di fatto? Incallito corteggiatore di fanciulle, che da adorabili appartenenti al gentil sesso con lui diventano violente dispensatrici di ceffoni e abili sollevatrici di pesi massimi. Ma il corteggiatore non ama essere inseguito. Rifiuta categoricamente l''approccio altrui: così con le teppiste assetate di vendetta contro Lamù e così con Lamù stessa che gli si offre in sposa senza che lui abbia detto nulla. Sono gli scherzi della sorte. Ma Moroboshi non è tutto qui. Parafrasando un detto comune: può essere oro anche quello che non luccica. Nel suo caso vale proprio questa regola: il ragazzo dimostra animo gentile e nobili intenti quando le occasioni si presentano. Una per tutte? Notsomi, il fantasmino che s'è innamorato di lui guardandolo in vita dalla finestra d'ospedale (episodio 180, inedito). Ebbene per questa deliziosa fanciulla Ataru accetta di vestire abiti invernali in pieno agosto (o dintorni) solo perché la ragazza li ha cuciti per lui, sperando di consegnarli un giorno al destinatario finale. Con cuore altruista questo ragazzo accusato spesso di egocentrico dongiovannismo, dà prova di sapere compiere gesti di profonda generosità, magari non altisonanti, ma comunque nobili. L'umanità non si misura a chili. Forse per questo motivo Lamù lo preferisce così com'è anche quando può scegliere una dimensione nella quale il suo amoruccio è premuroso e affettuoso: troppo perfetto per essere umano.

Ten:

Non è proprio un candido bambino alieno. Siamo più di fronte ad un pestifero lanciafiamme che indossa un pannolino tigrato, giusto per ricordare la parentela con la fanciulla-orco che l'accompagna. Con Ataru è antipatia a prima vista, nemmeno il tempo di un'amichevole presentazione, che ecco partire i primi segnali di insofferenza reciproca. Il piccolo incendiario volante accusa il giovane terrestre di faciloneria con il gentil sesso (non senza ragioni), ma viene tacciato di tramare diabolici piani contro di luiMoroboshi. Ne conosciamo anche la madre, che, per uno strano scherzo della sorte, gira con un bolide volante in cerca di incendi. Non sa che il primo piromane in fasce è sotto i suoi occhi, sebbene in sua presenza reciti la parte del bravo bimbo. Ma non esageriamo. Il piccolo Ten non è cattivo, non nutre risentimento verso altri: la sua è forte repulsione verso gli atti di libertinaggio di Ataru, che fa disperare la cuginetta. Tenta solo di difenderla, con i mezzi di cui dispone. Se poi il mezzo è una fiammata capace di incenerire quello che trova di fronte, bisogna mettersi nei suoi panni. E' pur sempre un baby-alieno. Il piccoletto riesce ad invaghirsi della bellezza prorompemte di Sakura che le deve ricordare lontanamente la madre pompiere. D'altronde la sacerdotessa è la sola che dimostra di comprenderlo e consigliarlo nei momenti più difficili della sua vita terrestre. A volte nemmeno le fiamme possono risolvere i problemi di un animo giovane e congelato dalle delusioni. L'adattamento italiano lo penalizza con la seconda voce, che gli fa smarrire la vena di vivacità esplosiva della prima voce. D'altra parte è impresa ardua mantenere costanti i nomi dei doppiatori per tanti episodi.

Mendoh Shutaro:

Vanta un lignaggio nobile, come testimonia la presenza dell'anziano nonno in casa. L'essere discendente di samurai lo inorgoglisce non poco, tanto è vero che volentieri sfodera una katana (la spada dei samurai) con cui cerca (non sempre con successo) di fermare i personaggi spregevoli (leggi Moroboshi). I soldi non sono affatto un problema, tutta la serie è costellata di ricevimenti, feste in maschera, ritrovi studenteschi che farebbero invidia a qualunque ricco ereditiero occidentale. La sua tenuta è un bunker presidiato da un esercito di mercenari che sorvegliano ogni secondo gli angoli della sua residenza. Ma non è tutto oro (è il caso di dire) quello che luccica. Questo giovane capitalista ha punti deboli vistosi almeno quanto il suo conto corrente. Tanto per cominciare soffre di una forma quasi inguaribile di claustrofobia, tanto inguaribile che non basta nemmeno un viaggio nel suo passato a guarirlo. Anzi, come tutti i rimedi paradossali che la serie presenta, crea più danno di quanto ne provochi il problema da curare. Il maggior limite del giovane è senz'altro il nascisismo: un pettine ne simboleggia l'auto-stima, che solo in apparenza è tanto profonda. In realtà lui e Moroboshi sono amici e non lo sanno. O forse lo sanno e lo camuffano molto bene. Sono così simili che se non fosse per le differenze di stile, potrebbero essere figli degli stessi genitori: entrambi innamorati cronici di se stessi e alla spasmodica ricerca di conferme alla loro virilità, dui cui evidentemente dubitano. In questa serie, come in altre, si assiste al giochetto sentimentale degli intrecci senza via d'uscita. Al centro degli interessi generali, per chi non lo sapesse ancora, c'è Lamù, ma il suo cuore è tutto per il suo tesoruccio, il quale a sua volta è troppo distratto da Shinobu, sua ex-compagna. Mendoh fa parte integrante del groviglio di interessi: attorno a lui girano le compagne di classe, Shinobu in prima fila, ma lui è apertamente e inutilmente in attesa di attenzioni da parte della solita aliena.

Ryoko Shutaro:

Sorella minore di Shutaro, soffre delle frequenti esclusioni da parte del fratello dalla vita sociale che conduce. Il vero problema della ragazza, purtroppo, è l'adattamento che le viene riservato nelle due parti della serie. Prima viene doppiata con un improbabile accento vagamente orientale (parrebbe cinese) e piuttosto infantile, poi, quasi per magìa, la ritroviamo con un timbro più maturo e senza dubbio più accettabile, senza inflessioni orientali. Chiudiamo la parentesi tecnica. La ragazza nutre un iniziale trasporto sentimentale per Ataru con conseguente disperazione da parte del contrariato "fratellone" Mendoh che si vede in casa colui che non tollera nemmeno in classe. Ma le sorprese e i colpi di scena sono i punti forti della serie. Da quando ha conosciuto la famiglia dei Mizunokohj si è invaghita del primo figlio Tobimaru, il quale, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di corrispondere l'affetto della ragazza. Un vero e proprio rincorrersi di coincidenze sfortunate e di intrecci volontariamente costruiti senza alcuna via d'uscita. Se non stessimo parlando di una serie animata, sembrerebbe di trovarsi in un labirinto di situazioni incastrate come scatole cinesi.


Shinobu:

Continua la sfilata del gentil sesso, non troppo gentile a ben vedere. La ragazza inizia la serie come felice (forse) fidanzata del Moroboshi, ma la relazione ha vita breve. Arriva un ciclone spaziale a rovinarle la situazione affettiva. Inizia una rivalità piuttosto vivace, che nel corso della serie sfuma, fino a diventare addirittura complicità a serie inoltrata.

La graziosa Shinobu ha un "debole" per il sollevamento pesi. Non fatica a scagliare voluminosi oggetti contro chi la importuna, dal suo ex Ataru al boss di quartiere che goffo e impacciato le dà la caccia senza sosta. Ma la sua aggressività incontra un limite di fronte al fascino irresistibile del giovane e nobile Mendoh Shutaro. Verso di lui puntano le attenzioni anche le sue compagne, ma lei cade sotto i riflettori della sceneggiatura sin dall'inizio. Vanta il primato di essere l'unica allieva del liceo a partecipare costantemente alle vicende della compagnia e per questo è meglio delineata delle altre giovani protagoniste. Nonostante i momenti in cui diventa furibonda, la ragazza possiede sani sentimenti e una sensibilità fuori del comune: ne è testimonianza l'amicizia con la volpe trasformista cui salva la vita dalle grinfie dei cani di quartiere. Ma eventi simili si moltiplicano oltre l'immaginazione se si prosegue nella serie e si osserva come si comporta con chi ha bisogno di lei. Non ha poi tutti i torti Ataru a rimpiangere i tempi di quiete quando poteva uscire con lei senza preoccupazioni. Ma lei proprio non ne vuol più sapere.

Sakura:

Psicologa, esorcista, nonché avvenente sacerdotessa scintoista. Pare non manchi nulla a questa ragazza, dotata di imponente personalità, per diventare una stella di prima grandezza nella serie. Ma non siamo nel contesto giusto per consacrare gli eroi: questa non è la serie degli eroi. La sua infermeria scolastica ha le code fuori la porta, più per ammirare le sue forme sinuose, che per farsi curare da disturbi immaginari. Persino l'inflessibile Onsen nutre più di un desiderio verso di lei. Ma ogni tentativo di avvicinarla è vano per chiunque, a parte Tsubame, giovane uscito dal cilindro di una sceneggiatura che si traveste da prestigiatore facendolo apparire e scomparire dalla serie come un coniglietto. L'unico appuntamento con lui viene descritto nell'episodio n.205: è così "scivoloso" che nemmeno passa sugli schermi Tv (inedito). Ma non è solo sensualità irresistibile, anzi. Sono celebri i suoi esorcismi che rasentano il folklore, che spesso hanno i loro benefici effetti. A volte si perde nelle formule di una medicina che sa di fiabesco, quando deve preparare composti chimici che siano validi elisir d'amore o di guarigione miracolosa. Anche lei sa difendersi bene dall'attacco dei corteggiatori indesiderati, come Moroboshi che non perde occasione per esprimerle ogni sua ammirazione.
 

Rei:

Sfiora l'esclusione per scarsa partecipazione alla serie. Compare nei primissimi episodi e poi si comporta come i temporali estivi: ne fa di tutti i colori ma sparisce presto. Noto come l'ex-fidanzato di Lamù, il giovane è dotato di fascino irresistibile e lo era anche per la sua ex-fidanzata, se non fosse per quel suo orribile mutarsi in mostro mangiatutto. Sembra un giochetto ideato a bella posta dagli autori: quando tutto sembra viaggiare nella giusta direzione e seguire una logica precisa, arriva l'elemento di disturbo: tutto da rifare. Per Rei questa regola è addirittura marcata come un tatuaggio indelebile nella serie. Si sale sulle più elevate cime della bellezza maschile per discendere a valle, accompagnati dai peggiori incubi notturni. Il tutto nel giro di pochi secondi. Si spiega così la scelta di Lamù di farla finita con questo orco mutante. Rimane il dubbio di conoscere quale dei due sia il suo vero aspetto: il mostruoso o l'affascinante? Un altro enigma irrisolto della serie.

Ran:

Amica d'infanzia di Lamù, ma senza esagerare. In questo senso la serie non manca di sano realismo, visto che esclude quasi senza appelli, la possibilità di sana amicizia a lungo termine. Non che la cosa sia impensabile o impossibile, questo no, ma almeno improbabile. Un errore di adattamento italiano la chiama Lan negli episodi centrali, tant'è che nasce la tentazione di tornare indietro a verificare se qualcosa è andato storto nella comprensione del nome. Manca il coordinamento tra il prima e il dopo. Nella serie la ragazza è scritta come l'abbiamo nominata. Sfortunate coincidenze hanno sempre reso lei colpevole al posto di Lamù delle sciagurate imprese tentate dall'amica; così i rancori del passato sono ereditati dal presente. L'aliena ha una venerazione per Rei, scottata com'è da quando l'amica del cuore (Lamù) glielo tolse in tenera età. E' anche l'unica persona a prescindere dalle mostruose metamorfosi del ragazzo e quindi ad accettarne i cambiamenti tanti repentini. Come capita spesso dopo aver ricevuto cocenti scottature sentimentali, ora la ragazza vede ogni scelta dell'ex-amica come un atto di aperta rivalità sentimentale. Anzi, i suoi comportamenti spesso sono dettati dalla convinzione errata di una concorrenza che non c'è, se non nei propri pensieri. Così Ran diventa l'esempio del sospetto che va oltre la realtà, del processo alle intenzioni dell'altro che non si giustifica. Istruttivo persino in una serie che sembra beffarsi anche della morale.

Ryunosuke:

Vestita ed educata da ragazzo, ma in realtà una ragazza. A volte si ha la strana sensazione di un deja vu dell'animazione. La nostra violenta fanciulla si difende bene, prima da se stessa e poi dal padre. Afferma con vigore (e quale vigore..) la propria appartenenza sessuale, ma non manca di smentirsi pochi istanti dopo, utilizzando metodi di affermazione tipicamente maschili. Ottima dissonanza, che non stona in una serie che fa del paradosso il proprio "cavallo di battaglia". E non finisce qui. Il suo sogno è di indossare un reggiseno, che sembra una presa in giro osservandola in combattimento contro il padre. Ma lei non demorde, nonostante i tentativi, del tutto fallimentari, di dimostrare che è proprio una ragazza. Apparentemente si sarebbe indotti ad addossare al grezzo padre le responsabilità per il suo dramma umano, ma un episodio non passato in Tv (Tutto su mia madre) ci svela che la defunta madre desiderava lei per prima un figlioletto maschio per evitare che diventasse gracile come lei. Ormai poco contano le colpe. La ragazza si ritrova un fardello che non ha mai chiesto, né merita. Analizzandone i caratteri si ha la sensazione di un personaggio ermetico, oscuro, chiuso in se stesso, trincerato dietro i cancelli invalicabili del disagio che non vuole essere superato. Si vive con lei una situazione a dir poco imbarazzante: corteggiata dalle compagne di classe ancora ignare della sua vera natura, ma obbligata per ragioni naturali ad entrare nello spogliatoio femminile. Qualcosa stride all'orecchio dello spettatore attento, sono troppi i contrasti di colore per rimanere indifferenti di fronte ad un simile non-senso umano. Così quando le compagne, di scena nello spogliatoio, le offrono quel tanto sospirato reggiseno, le tolgono la fasciatura che la protegge. Finalmente rendono visibile la sua femminilità nascosta, ma qui arriva puntuale la proverbiale "doccia fredda": l'indumento è piccolo, la taglia è sbagliata. Ma il problema non è di misure, non di ganci che non si uniscono; l'unico problema è nella natura della ragazza che si trova irrimediabilmente in mezzo, a metà strada tra una realtà che non le appartiene (la maschile) e una di cui fa parte ma nella quale non si ritrova (la femminile). Uno dei pochi drammi seriamente raccontati da una serie che di drammatico ha ben poco.

Sakurambo:

Monaco buddista con un predisposizione innata per la buona tavola. Andiamo con ordine. L'adattamento iniziale lo rende straordinario, personaggio flemmatico, pacato, a tratti opportunista, vittima dei suoi stessi presagi oscuri. Nella seconda parte della serie è inevitabile che perda buona parte del fascino che possedeva. Il timbro di voce cambia, il personaggio viene dotato di caratteri meno marcati. Purtroppo sono i rischi che corrono le serie molto lunghe. Per l'intera serie è simbolo della spiritualità orientale spesso dissacrata e posta sotto i riflettori implacabili dell'ironia. Il primo segnale di insofferenza verso la pratica religiosa arriva al primo episodio: l'avvertimento verso Ataru e la sorte sciagurata che l'attende è ignorato. Il monaco non può fare altro che pregare per lui, invano. Ma i segnali di irriverenza spirituale si susseguono senza sosta: durante il diluvio che si abbatte su Tomobiki il monaco prega il Grande Buddha di preservarlo dall'inondazione e pochi secondi dopo la sua tenda è devastata dalle onde impetuose.Rimane il dubbio se l'inutilità della supplica è dovuta all'assenza di chi dovrebbe esaudirla, oppure se la divinità ignora semplicemente il suo fedele servitore: in entrambi i casi siamo di fronte allo stesso messaggio di cui sopra che si ripete sotto altra forma. Questo curioso personaggio viene inserito nelle vicende più curiose ed appare spesse volte indesiderato, etichettato come portatore di sventura e malasorte. Persino la nipote Sakura sembra non viverlo con troppa positività, al di là delle rivalità tra correnti religiose vicine ma differenti. Eppure i suoi presentimenti vengono confermati più volte dagli eventi che seguono; le sue pozioni portentose hanno effetti migliori di quelle della nipote. Se non fosse per la carica di ironia che si scaglia impietosa contro la sua ingordigia in tavola, il monaco potrebbe diventare simbolo della religiosità che l'uomo contemporaneo ha riposto nello sgabuzzino di casa per non sentire le accuse di egocentrismo che gli vengono mosse.

Megane:

L'unico compagno di classe che si ritaglia un ruolo e quindi una psicologia ben definita. E' un convinto ammiratore di Lamù, così convinto da esibire più di una sua foto in camera, così appassionato da seguirla ovunque e sacrificare ogni cosa per lei. Quando gli viene chiesto di prendere il posto di Ataru al suo fianco passa la notte insonne dall'eccitazione. Ovviamente rimarrà deluso il mattino dopo. Non è finita. Il buon Megane non si fa pregare per asserire la necessità del risveglio del proletariato contro le ingerenze e i soprusi della borghesia, quasi un monito a chi trascurasse che la ragione politica non deve mai essere trascurata. Il disegno non gli lascia scampo: lo rende un pensatore senza grandi possibilità di realizzare il suo desiderio nemmeno troppo nascosto. Il destino a volte è davvero cinico.

Asuka Mizunokohj:

Il suo ruolo non è proprio onnipresente nella serie. Compare in pochi episodi, però è dipinta a tinte forti che è il caso di sintetizzare. Per tradizione familiare non ha mai visto un uomo fino alla veneranda età di tredici anni, padre e fratello compresi. Ciò ha comportato (ovviamente) un istintivo terrore per l'altro sesso, generandole, al contempo, un'attrazione naturale verso il fratello. Beninteso, a scanso di ogni equivoco pensiero su una relazione incestuosa, la ragazza sa bene che il fratello è escluso dall'elenco dei suoi possibili compagni, ma ciononostante gli si affida come fosse il suo personale protettore. Fatta questa necessaria premessa, è appena il caso di accennare che i genitori sono molto preoccupati per la sua innaturale repulsione verso gli uomini, anche se non ha tutti i torti a respingere i corteggiamenti troppo insistiti di Ataru. Ma quelli ormai sono risaputi. Altro discorso invece va fatto per il rapporto con la famiglia Shutaro, il cui rampollo Mendoh è il candidato numero uno, sia per fascino che per consistenza del conto corrente, a stare al suo fianco. Rimane tutta da analizzare la scena del bagno nella stessa piscina del fratello che è rimasta nel buio solo perché inedita in Italia. Lasciamo alle sottosezioni l'onore dei dettagli.

Oyuki:

E' anche detta la regina delle nevi, e non a caso ha un fare decisamente glaciale e di poche parole. Insieme a Benten e a Lamù faceva parte della banda delle rivoluzionarie della scuola che frequentavano tutte e tre. Memorabile la lotta senza esclusione di colpi contro il robot che fungeva da insegnante di matematica. Attenzione a non avvicinarsi troppo, una ventata del suo fiato e si finisce surgelati, come succede alle tre teppiste che vorrebbero eliminarla, ma finiscono per eliminarsi da sole. La ragazza pare avere però un cuore caldo dietro le apparenze gelide. Ha il perdono facile, ma guai a farle perdere la pazienza.

Professor Onsen:

Dovrebbe essere lui a tenere la disciplina della classe del liceo Tomobiki, ma il condizionale è d'obbligo, visto che in pochi riuscirebbero nell'impresa. Lui le prova davvero tutte, buone e cattive, diplomazia e guerra. Niente da fare, alla fine è sopraffatto. La geniale indisciplina degli allievi rende impossibili le sue spesso soporifere lezioni, per non parlare degli ostacoli che provengono dal preside, uomo troppo indulgente per poter tenere a bada tanta indomita gioventù. Allora che fare? Meglio darsi all'ascesi e alla vita contemplativa. Forse è un'alternativa, ma il richiamo della cattedra è troppo forte e ha il sopravvento. Partita persa.

La signora Moroboshi:

Più del marito ha un ruolo significativo in casa Moroboshi. Dice di essere pentita di aver generato un figlio tanto scapestrato come Ataru, ma è pur sempre l'unico che ha e lo deve tenere stretto. Accetta quindi la presenza di due personaggi esplosivi quali Lamù e il cuginetto incendiario al seguito, e deve accettare tutti i personaggi bizzarri e inverosimili che arrivano in casa. Per citarne solo alcuni: un gatto enorme, una volpe, una stella cadente, la madre di Ten, il padre di Lamù. Il campionario è vasto, le assurdità tante, la pazienza di più. Nessuna meraviglia, dunque, se la donna finisce anche dallo psicanalista, in preda allo stress da casalinga. Nessuno stupore se addossa al marito le colpe di aver generato un figlio che andrebbe rifatto daccapo, come se si avesse in mano una scolorina con effetto sul tempo. Niente da fare, la realtà va accettata com'è.

GENITORI DI ATARU:


Classica coppia sposata giapponese, lui impiegato in una ditta, lei casalinga, i Moroboshi non hanno mai un attimo di pace per colpa di loro figlio Ataru. Il rapporto che hanno con il ragazzo è poi alquanto strano, infatti molte volte lo definiscono (a ragione) una disgrazia e una rovina per la famiglia, addirittura la madre arriva a dirgli che era meglio se non fosse mai nato e non vedono l’ora di disfarsene, ma in altre occasioni si dimostrano veramente premurosi nei confronto del figlio combina guai che li ha fatti diventare lo zimbello del quartiere. Il loro rapporto coniugale non è meno strano e più di una volta viene messo a dura prova. Ricordiamo infatti l’infatuazione che la signora Moroboshi avrà per Rei e le attenzioni che il signor Moroboshi darà a Sakura in occasione dell’esordio di Kotatsu.
Non dimentichiamo poi che il padre di Ataru aveva addirittura visto la moglie nella sfera acchiappa guai, ossia la sfera che se ci guardavi dentro vedevi la persona che non avresti dovuto assolutamente sposare per non essere poi infelice. Ma questo non è del tutto vero infatti nonostante tutto i guai che passano li affrontano sempre insieme ed insieme li superano (più o meno) e poi come si sa le difficoltà temprano ed uniscono di più la coppia. La loro immagine più classica è lei naturalmente in cucina che si fà in quattro (bisogna riconoscere che è un'ottima cuoca) mentre il marito intento a leggere il suo inseparabile giornale. Ogni tanto (come da bravo giapponese) lo vediamo tenere cura il non piccolo giardino della sua amatissima casa che gli è costata sudore e sangue.


KOTATSU:


Il gatto Kotatsu è appunto lo spirito di un felino morto durante un freddo inverno per colpa dell’insensibilità delle persone che non vollero farlo restare al caldo vicino al proprio kotatsu. Ansi vieni addirittura sbattuto fuori dalle case in cui prova ad intrufolarsi. Questo lo portò anche ad odiare gli uomini ma quando tornò sotto forma di spirito non si dimostrò mai aggressivo gratuitamente. Il suo ritorno è dovuto proprio al suo desiderio immenso (quasi un contrappasso) di scaldarsi con uno splendido kotatsu e infatti quando ne vede uno ne rimane praticamente quasi ipnotizzato. La Takahashi ha infatti “giocato” su una credenza shintoista in cui si dice che se una persona in vita non ha esaudito il suo grande desiderio, questa una volta morta sarà impossibilitata ad andarsene in Paradiso e vagherà sulla terra appunto sotto forma di spirito e questo fino al raggiungimento del suo sogno. Docile e pronto ad aiutare all’occorrenza Kotatsu ha però (in caso contrario) una forza incredibile !!! Facilmente intuibile per le sue dimensioni (è più grande di un uomo adulto), è talmente forte da sconfiggere addirittura Ken Shiro in una mitica puntata anche se vorrei vederlo alle prese con Asuka. Per me se la giocano :) Altra particolarità di Kotatsu è che si muove camminando su 2 zampe stando quindi eretto, ha un debole per Ran che gli deve (insieme agli abitanti di Nerima) la vita !! Lo si vede spesso in compagnia di Sakurambo, Sakura e il preside del Liceo Tomobiki. Kotatsu è anche una buona, ansi buonissima forchetta, tanto più che Mendo vede bene di metterlo fuori gioco ad una gara a chi mangia di più regalandogli appunto uno stupendo "kotatsu". Tra i suoi cibi preferiti c’è il taiyaki.

KURAMA:


(i folletti dal lungo naso) ed nonostante le sue perfomance fisiche ha problemi a trovare il suo compagno ideale. Kurama deve infatti (per perpetrare la sua specie) fare un bambino con un ragazzo che le vada bene,ma ha dei gusti davvero difficili. La prima volta cade "vittima" di Ataru il quale la risveglia con un bacio. Infatti per trovare l'uomo ideale la ragazza cade volontariamente in un freddo sonno dentro una capsula di animazione sospesa e potrà essere svegliata con un bacio. E qualunque uomo la baci sarà poi costretto a sposarla per via di una rigida legge del suo popolo. La principessa dopo un primo momento di interessamento su quello strano ragazzo circondato da due donne che se lo contendono senza esclusione di colpi fa di tutto per redimerlo e farlo diventare normale,ma vedendo impossibile la cosa ci rinuncia.Chi non ci rinuncia è naturalmente Ataru che ogni volta che la incontra gli cade ai piedi. In seguito Kurama avrà esperienze (non del genere che pensate voi) con Mendo Rei e Ryunosuke ma alla fine anche loro si riveleranno non idonei per la bella principessa. Una sua particolarità nei poteri (oltre alla solita tecnologia aliena) è il suo ventaglio tratto da una foglia di una pianta particolare. Ogni colpo di quel ventaglio è capace di generare fortissime raffiche di vento sia per spazzare via che risucchiare oggetti.



MADRE RAN:


Donna affascinante e facilmente irascibile passa la maggior parte del suo tempo a punire Ran (quando era piccola). Visto che spesso la colpa dei presunti danni di Ran era però della furba Lamù che non si faceva mai beccare o mentiva, ecco che punizione dopo
punizione il cuore di Ran si carica d’odio e astio verso la compagna Lamù e a causa di queste ingiustizie perderà per sempre la fiducia in sua madre. Altro appunto sulla madre, non tollera assolutamente le bugie e chi dà la colpa agli altri.


MADRE TEN:


E’ praticamente un pompiere spaziale e terrore di tutti i piromani della galassia, compreso suo figlio che fa di tutto per assecondarla e non farla arrabbiare quando questa è presente. Vive per spegnere incendi. Si muove con una veloce moto spaziale tipo quella di Benten.

MEGANE, CHIBI, PERMA E KAKUGARI GLI AMICI DI ATARU:

Gli ammiratori di Lamù. Sono quattro studenti (Megane, Chibi, Perma e Kakugari); della stessa classe di Ataru, grandi amici ma spesso in lotta tra loro per Lamù. Megane (che significa "occhiali") ha la personalità più forte e dirige il gruppo, nella prima serie non è molto caratterizzato, ma sotto Yamazaki se ne intuisce appieno la personalità. Filosofo ed intellettuale ma anche fanatico e sognatore: spesso è preso da attimi di follia allo scopo di attirare su di se l'attenzione. Nel gruppo è l'unico ad amare veramente Lamù fino al punto da desiderare morto il suo rivale Ataru. Nell'anime spesso lo si vede occupato in regista di flim (sempre e solo incentrati su Lamù); è anche un fanatico della guerra, al punto da costruirsi una tuta da combattimento e tappezzare la sua stanza con manifesti nazisti e vari modelli di armi e corazzati. I rimanenti personaggi hanno un'importanza minore di Megane al quale sono spesso subordinati. Perma (permanente) è indubbiamente il più normale del gruppo, alto e magro ma con una personalità più libera, lo si vedrà infatti innamorasi di un'altra ragazza. Kakugari (taglio alla moda) è un ragazzo piuttosto piazzato,dal punto di vista fisico, grande amico di Chibi (pulcino, animale più piccolo del normale, sono fedelissimi alla causa di Megane e raramente ne discutono gli ordini. Questi personaggi appaiono nei primi numeri del manga ma sono molto poco caratterizzati, tanto da sparire dopo qualche tempo; viceversa, nell'anime e nei film tratti dalla serie hanno un ruolo molto più importante, dove se ne ha una profonda connotazione psicologica.

I testi son stati prelevati totalmente in rete. Trovate i dovuti credits cliccando sulla stellina

Cliccando su quest'altra stellina invece potrete conoscere i protagonisti di Urusei Yatsura

( mi scocciavo di scrivere hahaha ho scritto troppo e nn ce la faccio proprio +, qualcosa finalmente la copio anche io +!!! hahaha^_^)

 

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