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Non poteva
mancare una pagina dedicata interamente ai co-protagonisti di Lamù,spero
vi faccia piacere
Ataru Moroboshi:
Nato sotto una cattiva stella: questo il
significato del nome nella sua lingua originale. In effetti il giovane
17enne non è proprio un prototipo di uomo fortunato. Ma, a ben vedere,
lui porge la mano alla malasorte e le apre spesso e volentieri la porta
di casa. Fa parte del suo karma, direbbe Sakurambo
dall'alto della sua esperienza ascetica e del suo profondo meditare.
Professione ufficiale? Studente di liceo, per nulla diligente.
Professione di fatto? Incallito corteggiatore di fanciulle, che da
adorabili appartenenti al gentil sesso con lui diventano violente
dispensatrici di ceffoni e abili sollevatrici di pesi massimi. Ma il
corteggiatore non ama essere inseguito. Rifiuta categoricamente
l''approccio altrui: così con le teppiste assetate di vendetta contro
Lamù e così con Lamù stessa che gli si offre in sposa senza
che lui abbia detto nulla. Sono gli scherzi della sorte. Ma Moroboshi
non è tutto qui. Parafrasando un detto comune: può essere oro anche
quello che non luccica. Nel suo caso vale proprio questa regola: il
ragazzo dimostra animo gentile e nobili intenti quando le occasioni si
presentano. Una per tutte? Notsomi, il fantasmino che s'è
innamorato di lui guardandolo in vita dalla finestra d'ospedale
(episodio 180, inedito). Ebbene per questa deliziosa fanciulla Ataru
accetta di vestire abiti invernali in pieno agosto (o dintorni) solo
perché la ragazza li ha cuciti per lui, sperando di consegnarli un
giorno al destinatario finale. Con cuore altruista questo ragazzo
accusato spesso di egocentrico dongiovannismo, dà prova di sapere
compiere gesti di profonda generosità, magari non altisonanti, ma
comunque nobili. L'umanità non si misura a chili. Forse per questo
motivo Lamù lo preferisce così com'è anche quando può scegliere
una dimensione nella quale il suo amoruccio è premuroso e
affettuoso: troppo perfetto per essere umano.

Ten:
Non è proprio un candido bambino
alieno. Siamo più di fronte ad un pestifero lanciafiamme che indossa un
pannolino tigrato, giusto per ricordare la parentela con la
fanciulla-orco che l'accompagna. Con Ataru è antipatia a prima
vista, nemmeno il tempo di un'amichevole presentazione, che ecco partire
i primi segnali di insofferenza reciproca. Il piccolo incendiario
volante accusa il giovane terrestre di faciloneria con il gentil sesso
(non senza ragioni), ma viene tacciato di tramare diabolici piani contro
di luiMoroboshi. Ne conosciamo anche la madre, che, per uno
strano scherzo della sorte, gira con un bolide volante in cerca di
incendi. Non sa che il primo piromane in fasce è sotto i suoi occhi,
sebbene in sua presenza reciti la parte del bravo bimbo. Ma non
esageriamo. Il piccolo Ten non è cattivo, non nutre risentimento
verso altri: la sua è forte repulsione verso gli atti di libertinaggio
di Ataru, che fa disperare la cuginetta. Tenta solo di
difenderla, con i mezzi di cui dispone. Se poi il mezzo è una fiammata
capace di incenerire quello che trova di fronte, bisogna mettersi nei
suoi panni. E' pur sempre un baby-alieno. Il piccoletto riesce ad
invaghirsi della bellezza prorompemte di Sakura che le deve
ricordare lontanamente la madre pompiere. D'altronde la sacerdotessa è
la sola che dimostra di comprenderlo e consigliarlo nei momenti più
difficili della sua vita terrestre. A volte nemmeno le fiamme possono
risolvere i problemi di un animo giovane e congelato dalle delusioni.
L'adattamento italiano lo penalizza con la seconda voce, che gli fa
smarrire la vena di vivacità esplosiva della prima voce. D'altra parte è
impresa ardua mantenere costanti i nomi dei doppiatori per tanti
episodi.

Mendoh Shutaro:
Vanta un lignaggio nobile, come testimonia la
presenza dell'anziano nonno in casa. L'essere discendente di samurai
lo inorgoglisce non poco, tanto è vero che volentieri sfodera una katana
(la spada dei samurai) con cui cerca (non sempre con successo) di
fermare i personaggi spregevoli (leggi Moroboshi). I soldi non
sono affatto un problema, tutta la serie è costellata di ricevimenti,
feste in maschera, ritrovi studenteschi che farebbero invidia a
qualunque ricco ereditiero occidentale. La sua tenuta è un bunker
presidiato da un esercito di mercenari che sorvegliano ogni secondo gli
angoli della sua residenza. Ma non è tutto oro (è il caso di dire)
quello che luccica. Questo giovane capitalista ha punti deboli vistosi
almeno quanto il suo conto corrente. Tanto per cominciare soffre di una
forma quasi inguaribile di claustrofobia, tanto inguaribile che non
basta nemmeno un viaggio nel suo passato a guarirlo. Anzi, come tutti i
rimedi paradossali che la serie presenta, crea più danno di quanto ne
provochi il problema da curare. Il maggior limite del giovane è
senz'altro il nascisismo: un pettine ne simboleggia l'auto-stima, che
solo in apparenza è tanto profonda. In realtà lui e Moroboshi
sono amici e non lo sanno. O forse lo sanno e lo camuffano molto bene.
Sono così simili che se non fosse per le differenze di stile, potrebbero
essere figli degli stessi genitori: entrambi innamorati cronici di se
stessi e alla spasmodica ricerca di conferme alla loro virilità, dui cui
evidentemente dubitano. In questa serie, come in altre, si assiste al
giochetto sentimentale degli intrecci senza via d'uscita. Al centro
degli interessi generali, per chi non lo sapesse ancora, c'è Lamù,
ma il suo cuore è tutto per il suo tesoruccio, il quale a sua
volta è troppo distratto da Shinobu, sua ex-compagna. Mendoh
fa parte integrante del groviglio di interessi: attorno a lui girano le
compagne di classe, Shinobu in prima fila, ma lui è apertamente e
inutilmente in attesa di attenzioni da parte della solita aliena.

Ryoko Shutaro:
Sorella minore di Shutaro, soffre delle
frequenti esclusioni da parte del fratello dalla vita sociale che
conduce. Il vero problema della ragazza, purtroppo, è l'adattamento che
le viene riservato nelle due parti della serie. Prima viene doppiata con
un improbabile accento vagamente orientale (parrebbe cinese) e piuttosto
infantile, poi, quasi per magìa, la ritroviamo con un timbro più maturo
e senza dubbio più accettabile, senza inflessioni orientali. Chiudiamo
la parentesi tecnica. La ragazza nutre un iniziale trasporto
sentimentale per Ataru con conseguente disperazione da parte del
contrariato "fratellone" Mendoh che si vede in casa colui che non
tollera nemmeno in classe. Ma le sorprese e i colpi di scena sono i
punti forti della serie. Da quando ha conosciuto la famiglia dei
Mizunokohj si è invaghita del primo figlio Tobimaru, il
quale, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di corrispondere
l'affetto della ragazza. Un vero e proprio rincorrersi di coincidenze
sfortunate e di intrecci volontariamente costruiti senza alcuna via
d'uscita. Se non stessimo parlando di una serie animata, sembrerebbe di
trovarsi in un labirinto di situazioni incastrate come scatole cinesi.

Shinobu:
Continua la sfilata del gentil sesso, non troppo
gentile a ben vedere. La ragazza inizia la serie come felice (forse)
fidanzata del Moroboshi, ma la relazione ha vita breve. Arriva un
ciclone spaziale a rovinarle la situazione affettiva. Inizia una
rivalità piuttosto vivace, che nel corso della serie sfuma, fino a
diventare addirittura complicità a serie inoltrata.
La graziosa Shinobu ha un "debole" per il
sollevamento pesi. Non fatica a scagliare voluminosi oggetti contro chi
la importuna, dal suo ex Ataru al boss di quartiere che goffo e
impacciato le dà la caccia senza sosta. Ma la sua aggressività incontra
un limite di fronte al fascino irresistibile del giovane e nobile
Mendoh Shutaro. Verso di lui puntano le attenzioni anche le sue
compagne, ma lei cade sotto i riflettori della sceneggiatura sin
dall'inizio. Vanta il primato di essere l'unica allieva del liceo a
partecipare costantemente alle vicende della compagnia e per questo è
meglio delineata delle altre giovani protagoniste. Nonostante i momenti
in cui diventa furibonda, la ragazza possiede sani sentimenti e una
sensibilità fuori del comune: ne è testimonianza l'amicizia con la volpe
trasformista cui salva la vita dalle grinfie dei cani di quartiere. Ma
eventi simili si moltiplicano oltre l'immaginazione se si prosegue nella
serie e si osserva come si comporta con chi ha bisogno di lei. Non ha
poi tutti i torti Ataru a rimpiangere i tempi di quiete quando
poteva uscire con lei senza preoccupazioni. Ma lei proprio non ne vuol
più sapere.

Sakura:
Psicologa, esorcista, nonché avvenente
sacerdotessa scintoista. Pare non manchi nulla a questa ragazza, dotata
di imponente personalità, per diventare una stella di prima grandezza
nella serie. Ma non siamo nel contesto giusto per consacrare gli eroi:
questa non è la serie degli eroi. La sua infermeria scolastica ha le
code fuori la porta, più per ammirare le sue forme sinuose, che per
farsi curare da disturbi immaginari. Persino l'inflessibile Onsen
nutre più di un desiderio verso di lei. Ma ogni tentativo di avvicinarla
è vano per chiunque, a parte Tsubame, giovane uscito dal cilindro
di una sceneggiatura che si traveste da prestigiatore facendolo apparire
e scomparire dalla serie come un coniglietto. L'unico appuntamento con
lui viene descritto nell'episodio n. 205:
è così "scivoloso" che nemmeno passa sugli schermi Tv (inedito). Ma non
è solo sensualità irresistibile, anzi. Sono celebri i suoi esorcismi che
rasentano il folklore, che spesso hanno i loro benefici effetti. A volte
si perde nelle formule di una medicina che sa di fiabesco, quando deve
preparare composti chimici che siano validi elisir d'amore o di
guarigione miracolosa. Anche lei sa difendersi bene dall'attacco dei
corteggiatori indesiderati, come Moroboshi che non perde
occasione per esprimerle ogni sua ammirazione.

Rei:
Sfiora l'esclusione per scarsa
partecipazione alla serie. Compare nei primissimi episodi e poi si
comporta come i temporali estivi: ne fa di tutti i colori ma sparisce
presto. Noto come l'ex-fidanzato di Lamù, il giovane è dotato di
fascino irresistibile e lo era anche per la sua ex-fidanzata, se non
fosse per quel suo orribile mutarsi in mostro mangiatutto. Sembra un
giochetto ideato a bella posta dagli autori: quando tutto sembra
viaggiare nella giusta direzione e seguire una logica precisa, arriva
l'elemento di disturbo: tutto da rifare. Per Rei questa regola è
addirittura marcata come un tatuaggio indelebile nella serie. Si sale
sulle più elevate cime della bellezza maschile per discendere a valle,
accompagnati dai peggiori incubi notturni. Il tutto nel giro di pochi
secondi. Si spiega così la scelta di Lamù di farla finita con
questo orco mutante. Rimane il dubbio di conoscere quale dei due sia il
suo vero aspetto: il mostruoso o l'affascinante? Un altro enigma
irrisolto della serie.

Ran:
Amica d'infanzia di Lamù, ma senza
esagerare. In questo senso la serie non manca di sano realismo, visto
che esclude quasi senza appelli, la possibilità di sana amicizia a lungo
termine. Non che la cosa sia impensabile o impossibile, questo no, ma
almeno improbabile. Un errore di adattamento italiano la chiama Lan
negli episodi centrali, tant'è che nasce la tentazione di tornare
indietro a verificare se qualcosa è andato storto nella comprensione del
nome. Manca il coordinamento tra il prima e il dopo. Nella serie la
ragazza è scritta come l'abbiamo nominata. Sfortunate coincidenze hanno
sempre reso lei colpevole al posto di Lamù delle sciagurate
imprese tentate dall'amica; così i rancori del passato sono ereditati
dal presente. L'aliena ha una venerazione per Rei, scottata com'è
da quando l'amica del cuore (Lamù) glielo tolse in tenera età. E'
anche l'unica persona a prescindere dalle mostruose metamorfosi del
ragazzo e quindi ad accettarne i cambiamenti tanti repentini. Come
capita spesso dopo aver ricevuto cocenti scottature sentimentali, ora la
ragazza vede ogni scelta dell'ex-amica come un atto di aperta rivalità
sentimentale. Anzi, i suoi comportamenti spesso sono dettati dalla
convinzione errata di una concorrenza che non c'è, se non nei propri
pensieri. Così Ran diventa l'esempio del sospetto che va oltre la
realtà, del processo alle intenzioni dell'altro che non si giustifica.
Istruttivo persino in una serie che sembra beffarsi anche della morale.

Ryunosuke:
Vestita ed educata da ragazzo, ma in realtà una
ragazza. A volte si ha la strana sensazione di un
deja vu dell'animazione. La
nostra violenta fanciulla si difende bene, prima da se stessa e poi dal
padre. Afferma con vigore (e quale vigore..) la propria appartenenza
sessuale, ma non manca di smentirsi pochi istanti dopo, utilizzando
metodi di affermazione tipicamente maschili. Ottima dissonanza, che non
stona in una serie che fa del paradosso il proprio "cavallo di
battaglia". E non finisce qui. Il suo sogno è di indossare un reggiseno,
che sembra una presa in giro osservandola in combattimento contro il
padre. Ma lei non demorde, nonostante i tentativi, del tutto
fallimentari, di dimostrare che è proprio una ragazza. Apparentemente si
sarebbe indotti ad addossare al grezzo padre le responsabilità per il
suo dramma umano, ma un episodio non passato in Tv (Tutto su mia
madre) ci svela che la defunta madre desiderava lei per prima un
figlioletto maschio per evitare che diventasse gracile come lei. Ormai
poco contano le colpe. La ragazza si ritrova un fardello che non ha mai
chiesto, né merita. Analizzandone i caratteri si ha la sensazione di un
personaggio ermetico, oscuro, chiuso in se stesso, trincerato dietro i
cancelli invalicabili del disagio che non vuole essere superato. Si vive
con lei una situazione a dir poco imbarazzante: corteggiata dalle
compagne di classe ancora ignare della sua vera natura, ma obbligata per
ragioni naturali ad entrare nello spogliatoio femminile. Qualcosa stride
all'orecchio dello spettatore attento, sono troppi i contrasti di colore
per rimanere indifferenti di fronte ad un simile non-senso umano. Così
quando le compagne, di scena nello spogliatoio, le offrono quel tanto
sospirato reggiseno, le tolgono la fasciatura che la protegge.
Finalmente rendono visibile la sua femminilità nascosta, ma qui arriva
puntuale la proverbiale "doccia fredda": l'indumento è piccolo, la
taglia è sbagliata. Ma il problema non è di misure, non di ganci che non
si uniscono; l'unico problema è nella natura della ragazza che si trova
irrimediabilmente in mezzo, a metà strada tra una realtà che non le
appartiene (la maschile) e una di cui fa parte ma nella quale non si
ritrova (la femminile). Uno dei pochi drammi seriamente raccontati da
una serie che di drammatico ha ben poco.

Sakurambo:
Monaco buddista con un
predisposizione innata per la buona tavola. Andiamo con ordine.
L'adattamento iniziale lo rende straordinario, personaggio flemmatico,
pacato, a tratti opportunista, vittima dei suoi stessi presagi oscuri.
Nella seconda parte della serie è inevitabile che perda buona parte del
fascino che possedeva. Il timbro di voce cambia, il personaggio viene
dotato di caratteri meno marcati. Purtroppo sono i rischi che corrono le
serie molto lunghe. Per l'intera serie è simbolo della spiritualità
orientale spesso dissacrata e posta sotto i riflettori implacabili
dell'ironia. Il primo segnale di insofferenza verso la pratica religiosa
arriva al primo episodio: l'avvertimento verso Ataru e la sorte
sciagurata che l'attende è ignorato. Il monaco non può fare altro che
pregare per lui, invano. Ma i segnali di irriverenza spirituale si
susseguono senza sosta: durante il diluvio che si abbatte su Tomobiki
il monaco prega il Grande Buddha di preservarlo dall'inondazione
e pochi secondi dopo la sua tenda è devastata dalle onde impetuose.Rimane
il dubbio se l'inutilità della supplica è dovuta all'assenza di chi
dovrebbe esaudirla, oppure se la divinità ignora semplicemente il suo
fedele servitore: in entrambi i casi siamo di fronte allo stesso
messaggio di cui sopra che si ripete sotto altra forma. Questo curioso
personaggio viene inserito nelle vicende più curiose ed appare spesse
volte indesiderato, etichettato come portatore di sventura e malasorte.
Persino la nipote Sakura sembra non viverlo con troppa
positività, al di là delle rivalità tra correnti religiose vicine ma
differenti. Eppure i suoi presentimenti vengono confermati più volte
dagli eventi che seguono; le sue pozioni portentose hanno effetti
migliori di quelle della nipote. Se non fosse per la carica di ironia
che si scaglia impietosa contro la sua ingordigia in tavola, il monaco
potrebbe diventare simbolo della religiosità che l'uomo contemporaneo ha
riposto nello sgabuzzino di casa per non sentire le accuse di
egocentrismo che gli vengono mosse.

Megane :
L'unico compagno di classe che
si ritaglia un ruolo e quindi una psicologia ben definita. E' un
convinto ammiratore di Lamù, così convinto da esibire più di una
sua foto in camera, così appassionato da seguirla ovunque e sacrificare
ogni cosa per lei. Quando gli viene chiesto di prendere il posto di
Ataru al suo fianco passa la notte insonne dall'eccitazione.
Ovviamente rimarrà deluso il mattino dopo. Non è finita. Il buon
Megane non si fa pregare per asserire la necessità del risveglio del
proletariato contro le ingerenze e i soprusi della borghesia, quasi un
monito a chi trascurasse che la ragione politica non deve mai essere
trascurata. Il disegno non gli lascia scampo: lo rende un pensatore
senza grandi possibilità di realizzare il suo desiderio nemmeno troppo
nascosto. Il destino a volte è davvero cinico.

Asuka Mizunokohj:
Il suo ruolo non è proprio
onnipresente nella serie. Compare in pochi episodi, però è dipinta a
tinte forti che è il caso di sintetizzare. Per tradizione familiare non
ha mai visto un uomo fino alla veneranda età di tredici anni, padre e
fratello compresi. Ciò ha comportato (ovviamente) un istintivo terrore
per l'altro sesso, generandole, al contempo, un'attrazione naturale
verso il fratello. Beninteso, a scanso di ogni equivoco pensiero su una
relazione incestuosa, la ragazza sa bene che il fratello è escluso
dall'elenco dei suoi possibili compagni, ma ciononostante gli si affida
come fosse il suo personale protettore. Fatta questa necessaria
premessa, è appena il caso di accennare che i genitori sono molto
preoccupati per la sua innaturale repulsione verso gli uomini, anche se
non ha tutti i torti a respingere i corteggiamenti troppo insistiti di
Ataru. Ma quelli ormai sono risaputi. Altro discorso invece va
fatto per il rapporto con la famiglia Shutaro, il cui rampollo
Mendoh è il candidato numero uno, sia per fascino che per
consistenza del conto corrente, a stare al suo fianco. Rimane tutta da
analizzare la scena del bagno nella stessa piscina del fratello che è
rimasta nel buio solo perché inedita in Italia. Lasciamo alle
sottosezioni l'onore dei dettagli.

Oyuki:
E' anche detta la regina delle nevi, e
non a caso ha un fare decisamente glaciale e di poche parole. Insieme a
Benten e a Lamù faceva parte della banda delle
rivoluzionarie della scuola che frequentavano tutte e tre. Memorabile la
lotta senza esclusione di colpi contro il robot che fungeva da
insegnante di matematica. Attenzione a non avvicinarsi troppo, una
ventata del suo fiato e si finisce surgelati, come succede alle tre
teppiste che vorrebbero eliminarla, ma finiscono per eliminarsi da sole.
La ragazza pare avere però un cuore caldo dietro le apparenze gelide. Ha
il perdono facile, ma guai a farle perdere la pazienza.

Professor Onsen:
Dovrebbe essere lui a tenere la disciplina della
classe del liceo Tomobiki, ma il condizionale è d'obbligo, visto
che in pochi riuscirebbero nell'impresa. Lui le prova davvero tutte,
buone e cattive, diplomazia e guerra. Niente da fare, alla fine è
sopraffatto. La geniale indisciplina degli allievi rende impossibili le
sue spesso soporifere lezioni, per non parlare degli ostacoli che
provengono dal preside, uomo troppo indulgente per poter tenere a bada
tanta indomita gioventù. Allora che fare? Meglio darsi all'ascesi e alla
vita contemplativa. Forse è un'alternativa, ma il richiamo della
cattedra è troppo forte e ha il sopravvento. Partita persa.

La signora Moroboshi:
Più del marito ha un ruolo significativo in casa
Moroboshi. Dice di essere pentita di aver generato un figlio
tanto scapestrato come Ataru, ma è pur sempre l'unico che ha e lo
deve tenere stretto. Accetta quindi la presenza di due personaggi
esplosivi quali Lamù e il cuginetto incendiario al seguito, e
deve accettare tutti i personaggi bizzarri e inverosimili che arrivano
in casa. Per citarne solo alcuni: un gatto enorme, una volpe, una stella
cadente, la madre di Ten, il padre di Lamù. Il campionario
è vasto, le assurdità tante, la pazienza di più. Nessuna meraviglia,
dunque, se la donna finisce anche dallo psicanalista, in preda allo
stress da casalinga. Nessuno stupore se addossa al marito le colpe di
aver generato un figlio che andrebbe rifatto daccapo, come se si avesse
in mano una scolorina con effetto sul tempo. Niente da fare, la realtà
va accettata com'è.

GENITORI DI ATARU:
Classica coppia sposata giapponese, lui impiegato in una ditta, lei
casalinga, i Moroboshi non hanno mai un attimo di pace per colpa di loro
figlio Ataru. Il rapporto che hanno con il ragazzo è poi alquanto
strano, infatti molte volte lo definiscono (a ragione) una disgrazia e
una rovina per la famiglia, addirittura la madre arriva a dirgli che era
meglio se non fosse mai nato e non vedono l’ora di disfarsene, ma in
altre occasioni si dimostrano veramente premurosi nei confronto del
figlio combina guai che li ha fatti diventare lo zimbello del quartiere.
Il loro rapporto coniugale non è meno strano e più di una volta viene
messo a dura prova. Ricordiamo infatti l’infatuazione che la signora
Moroboshi avrà per Rei e le attenzioni che il signor Moroboshi darà a
Sakura in occasione dell’esordio di Kotatsu.
Non dimentichiamo poi che il padre di Ataru aveva addirittura visto la
moglie nella sfera acchiappa guai, ossia la sfera che se ci guardavi
dentro vedevi la persona che non avresti dovuto assolutamente sposare
per non essere poi infelice. Ma questo non è del tutto vero infatti
nonostante tutto i guai che passano li affrontano sempre insieme ed
insieme li superano (più o meno) e poi come si sa le difficoltà temprano
ed uniscono di più la coppia. La loro immagine più classica è lei
naturalmente in cucina che si fà in quattro (bisogna riconoscere che è
un'ottima cuoca) mentre il marito intento a leggere il suo inseparabile
giornale. Ogni tanto (come da bravo giapponese) lo vediamo tenere cura
il non piccolo giardino della sua amatissima casa che gli è costata
sudore e sangue.

KOTATSU:
Il gatto Kotatsu è appunto lo spirito di un felino morto durante un
freddo inverno per colpa dell’insensibilità delle persone che non
vollero farlo restare al caldo vicino al proprio kotatsu. Ansi vieni
addirittura sbattuto fuori dalle case in cui prova ad intrufolarsi.
Questo lo portò anche ad odiare gli uomini ma quando tornò sotto forma
di spirito non si dimostrò mai aggressivo gratuitamente. Il suo ritorno
è dovuto proprio al suo desiderio immenso (quasi un contrappasso) di
scaldarsi con uno splendido kotatsu e infatti quando ne vede uno ne
rimane praticamente quasi ipnotizzato. La Takahashi ha infatti “giocato”
su una credenza shintoista in cui si dice che se una persona in vita non
ha esaudito il suo grande desiderio, questa una volta morta sarà
impossibilitata ad andarsene in Paradiso e vagherà sulla terra appunto
sotto forma di spirito e questo fino al raggiungimento del suo sogno.
Docile e pronto ad aiutare all’occorrenza Kotatsu ha però (in caso
contrario) una forza incredibile !!! Facilmente intuibile per le sue
dimensioni (è più grande di un uomo adulto), è talmente forte da
sconfiggere addirittura Ken Shiro in una mitica puntata anche se vorrei
vederlo alle prese con Asuka. Per me se la giocano :) Altra
particolarità di Kotatsu è che si muove camminando su 2 zampe stando
quindi eretto, ha un debole per Ran che gli deve (insieme agli abitanti
di Nerima) la vita !! Lo si vede spesso in compagnia di Sakurambo,
Sakura e il preside del Liceo Tomobiki. Kotatsu è anche una buona, ansi
buonissima forchetta, tanto più che Mendo vede bene di metterlo fuori
gioco ad una gara a chi mangia di più regalandogli appunto uno stupendo
"kotatsu". Tra i suoi cibi preferiti c’è il taiyaki.

KURAMA:
(i folletti dal lungo naso) ed nonostante le sue perfomance fisiche ha
problemi a trovare il suo compagno ideale. Kurama deve infatti (per
perpetrare la sua specie) fare un bambino con un ragazzo che le vada
bene,ma ha dei gusti davvero difficili. La prima volta cade "vittima" di
Ataru il quale la risveglia con un bacio. Infatti per trovare l'uomo
ideale la ragazza cade volontariamente in un freddo sonno dentro una
capsula di animazione sospesa e potrà essere svegliata con un bacio. E
qualunque uomo la baci sarà poi costretto a sposarla per via di una
rigida legge del suo popolo. La principessa dopo un primo momento di
interessamento su quello strano ragazzo circondato da due donne che se
lo contendono senza esclusione di colpi fa di tutto per redimerlo e
farlo diventare normale,ma vedendo impossibile la cosa ci rinuncia.Chi
non ci rinuncia è naturalmente Ataru che ogni volta che la incontra gli
cade ai piedi. In seguito Kurama avrà esperienze (non del genere che
pensate voi) con Mendo Rei e Ryunosuke ma alla fine anche loro si
riveleranno non idonei per la bella principessa. Una sua particolarità
nei poteri (oltre alla solita tecnologia aliena) è il suo ventaglio
tratto da una foglia di una pianta particolare. Ogni colpo di quel
ventaglio è capace di generare fortissime raffiche di vento sia per
spazzare via che risucchiare oggetti.

MADRE RAN:
Donna affascinante e facilmente irascibile passa la maggior parte del
suo tempo a punire Ran (quando era piccola). Visto che spesso la colpa
dei presunti danni di Ran era però della furba Lamù che non si faceva
mai beccare o mentiva, ecco che punizione dopo
punizione il cuore di Ran si carica d’odio e astio verso la compagna
Lamù e a causa di queste ingiustizie perderà per sempre la fiducia in
sua madre. Altro appunto sulla madre, non tollera assolutamente le bugie
e chi dà la colpa agli altri.

MADRE TEN:
E’ praticamente un pompiere spaziale e terrore di tutti i piromani della
galassia, compreso suo figlio che fa di tutto per assecondarla e non
farla arrabbiare quando questa è presente. Vive per spegnere incendi. Si
muove con una veloce moto spaziale tipo quella di Benten.

MEGANE, CHIBI, PERMA E
KAKUGARI GLI AMICI DI ATARU:
Gli ammiratori di Lamù. Sono quattro studenti (Megane, Chibi, Perma e
Kakugari); della stessa classe di Ataru, grandi amici ma spesso in lotta
tra loro per Lamù. Megane (che significa "occhiali") ha la personalità
più forte e dirige il gruppo, nella prima serie non è molto
caratterizzato, ma sotto Yamazaki se ne intuisce appieno la personalità.
Filosofo ed intellettuale ma anche fanatico e sognatore: spesso è preso
da attimi di follia allo scopo di attirare su di se l'attenzione. Nel
gruppo è l'unico ad amare veramente Lamù fino al punto da desiderare
morto il suo rivale Ataru. Nell'anime spesso lo si vede occupato in
regista di flim (sempre e solo incentrati su Lamù); è anche un fanatico
della guerra, al punto da costruirsi una tuta da combattimento e
tappezzare la sua stanza con manifesti nazisti e vari modelli di armi e
corazzati. I rimanenti personaggi hanno un'importanza minore di Megane
al quale sono spesso subordinati. Perma (permanente) è indubbiamente il
più normale del gruppo, alto e magro ma con una personalità più libera,
lo si vedrà infatti innamorasi di un'altra ragazza. Kakugari (taglio
alla moda) è un ragazzo piuttosto piazzato,dal punto di vista fisico,
grande amico di Chibi (pulcino, animale più piccolo del normale, sono
fedelissimi alla causa di Megane e raramente ne discutono gli ordini.
Questi personaggi appaiono nei primi numeri del manga ma sono molto poco
caratterizzati, tanto da sparire dopo qualche tempo; viceversa,
nell'anime e nei film tratti dalla serie hanno un ruolo molto più
importante, dove se ne ha una profonda connotazione psicologica.
I testi son stati
prelevati totalmente in rete.
Trovate i
dovuti credits cliccando sulla stellina

Cliccando su quest'altra
stellina invece potrete conoscere i protagonisti di Urusei Yatsura

( mi scocciavo di scrivere
hahaha ho scritto troppo e nn ce la faccio proprio +, qualcosa finalmente la
copio anche io +!!! hahaha^_^)

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